Bere acqua del rubinetto aumenta il rischio di calcoli renali?

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No, non esiste alcuna evidenza scientifica a supporto dell’idea che bere acqua del rubinetto favorisca la formazione di calcoli renali.

La diffusa convinzione che bere acqua del rubinetto possa favorire la formazione di calcoli è solo una delle motivazioni che può spingere la popolazione a preferire l’acqua in bottiglia.

Alcuni studi, infatti, hanno indagato quali fossero le ragioni alla base di questa scelta, evidenziando tra le più rilevanti la sicurezza e la qualità dell’acqua (1, 2, 3).

Preoccupazioni spesso prive di fondamento: sulla sicurezza, ad esempio, esistono una serie di normative che impongono il controllo periodico di parametri microbiologici, chimici e fisici per garantire gli standard di sicurezza. Oltretutto, tali risultati sono consultabili su pubblicazione a cura delle autorità sanitarie locali e nei siti web del gestore idrico dell’area di riferimento (4).

Quanto alle caratteristiche organolettiche, risultati di indagini mostrano gradimenti maggiori per l’acqua in bottiglia rispetto a quella del rubinetto (5, 6). Una causa del diverso gusto dell’acqua del rubinetto può dipendere dal cloro, che viene aggiunto per normali processi di sanificazione. In questi casi è sufficiente lasciare decantare qualche minuto l’acqua del rubinetto in una caraffa per far sì che il cloro evapori.

I vantaggi del consumo di acqua dal rubinetto non sono affatto irrilevanti, in termini sia di costi per i cittadini, sia – in un quadro più allargato – di impatto ambientale. Vale la pena quindi ricordare che possiamo con fiducia valutare anche quest’alternativa, così  poco sfruttata nel nostro Paese: l’Italia è infatti prima in Europa per consumo di acqua in bottiglia, con ben 188,5 litri pro-capite l’anno, terza a livello mondiale dopo Messico e Tailandia (7).

Tornando ai calcoli renali, nel documento del 2003 “Linee guida per una sana alimentazione” viene chiarito che il carbonato di calcio presente nell’acqua, comunemente detto calcare, non ne promuove la formazione, anzi si trova in una forma altamente biodisponibile (8).

Un successivo studio che ha confrontato la presenza di calcoli su un gruppo di più di 500 soggetti, recati all’ospedale a causa di un dolore al fianco o addominale, ha confermato che non vi erano differenze tra il gruppo che consumava abitualmente acqua del rubinetto e quello che consumava acqua in bottiglia (9).

La prima raccomandazione per la prevenzione dei calcoli è di mantenere una buona idratazione, bevendo circa 1,5-2 litri di acqua al giorno (10).

Nei pazienti che hanno già presentato calcoli può essere utile valutare un intervento dietetico caratterizzato da un ridotto consumo di sale, proteine animali, ossalati e un corretto apporto di calcio. Le indicazioni possono essere calibrate, con il supporto di un nutrizionista o dietista, in funzione della tipologia di calcoli di cui ha sofferto il paziente (10).

Riferimenti bibliografici:

  1. Etale A. et al. Tap versus bottled water consumption: The influence of social norms, affect and image on consumer choice. Appetite. 121:138-146 (2018)
  2. De Giglio O. et al. Mineral water or tap water? An endless debate. Ann Ig 27: 58-65 (2015)
  1. Saylor A. et al. What’s wrong with the tap? Examining perceptions of tap water and bottled water at Purdue University. Environ Manage. 48(3):588-601 (2011)
  2. http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4534&area=acque_potabili&menu=distribuzione
  3. Harmon D. et al. Preference for tap, bottled, and recycled water: Relations to PTC taste sensitivity and personality. 121:119-128 (2018)
  4. Huerta-Saenz L. et al. Tap or bottled water: drinking preferences among urban minority children and adolescents. J Community Health. 37(1):54-8 (2012)
  5. Rodwan, J. G. Bottled water 2015-acceleration. (2016)
  6. Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN). Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana (2003)
  7. Resorlu M. et al. Comparison of individuals consuming natural spring water and tap water in terms of urinary tract stone disease. Archivio Italiano di Urologia e Andrologia. 86, 3 (2014).
  8. https://www.niddk.nih.gov/health-information/urologic-diseases/kidney-stones/eating-diet-nutrition

 

 

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