Il caffè fa bene o fa male?

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Le più recenti evidenze scientifiche indicano che un consumo di 3 o 4 tazze di caffè al giorno non comporta rischi per la salute, ad eccezione per le donne in gravidanza che dovrebbero limitarne il consumo.

A causa del grande dibattito e delle continue rivalutazioni da parte della comunità scientifica, non è raro che un medico possa imbattersi in un paziente che chiede se bere caffè possa essere nocivo per la salute.

Ciò nonostante, il caffè resta una tra le bevande più apprezzate e bevute nel mondo e si stima che ogni giorno vengano consumate complessivamente circa 2,25 miliardi di tazze di caffè (1).

Il caffè è una bevanda che si ottiene mediante il processo di tostatura e successiva macinazione dei semi di piante appartenenti al genere Coffea, le cui specie prevalentemente utilizzate sono Coffee Liberica, Coffee dewevrei, Coffea Arabica e Coffea canephora o robusta (2).

Il caffè tostato racchiude una miscela di oltre 1000 composti bioattivi (3), per alcuni dei quali sono stati ipotizzati possibili effetti positivi che forniscono plausibilità biologica per le recenti associazioni epidemiologiche descritte di seguito.

È stato dimostrato infatti che il caffè contribuisce in larga misura all’apporto giornaliero di antiossidanti nella dieta (4). Tra i più abbondanti, c’è l’acido clorogenico che durante la tostatura viene convertito in altri composti antiossidanti (5). Della caffeina, anch’essa annoverabile tra gli antiossidanti, vengono studiate le potenzialità in tema di inibizione dell’adesione e attivazione delle cellule stellate del fegato, meccanismo coinvolto nello sviluppo della fibrosi epatica (6). Infine, nel caffè sono presenti cafestolo e kahweolo, due diterpeni di cui vengono indagate possibili attività anticarcinogeniche (7).

Una recente “umbrella review”, che ha analizzato i risultati derivanti da 218 meta-analisi, ha concluso che il consumo di caffè sembra generalmente sicuro per la salute, indicando in un consumo pari a tre o quattro tazze al giorno la maggiore associazione con un minor rischio di mortalità per tutte le cause, di mortalità cardiovascolare e di alcune forme di tumori (8), tra cui il tumore del fegato e dell’endometrio (9, 10).

Quanto ai rischi per la salute, lo studio sottolinea come si debba prestare attenzione al consumo di caffè nelle donne in gravidanza ed evidenzia un’associazione dose-dipendente con un incremento del rischio di frattura nella popolazione femminile.

La caffeina è stata indicata come possibile responsabile dell’aumento del rischio di frattura nelle donne, a causa dell’influenza sull’assorbimento del calcio e sulla densità minerale ossea (8). Tuttavia, una recente revisione sistematica ha concluso che un’assunzione di caffeina di 400 mg al giorno (circa quattro tazze di caffè) non è associata ad effetti avversi sul rischio di fratture, cadute, densità minerale ossea o metabolismo del calcio (11).

A tal proposito, l’EFSA ha pubblicato nel 2015 un documento nel quale valuta il rischio associato al consumo di caffeina. Nel documento si legge come un’assunzione di caffeina fino a 400 mg al giorno non pone problemi di sicurezza per la popolazione adulta sana, fatta eccezione per le donne in gravidanza, in cui si raccomanda di non superare i 200 mg al giorno da ogni fonte, per non correre rischi per la salute del feto (12).

 

Riferimenti bibliografici: 

  1. Nieber K. The Impact of Coffee on Health. Planta Med. 83(16): 1256-1263 (2017)
  2. Patay É. B. Phytochemical overview and medicinal importance of Coffea species from the past until now. Asian Pac J Trop Med. 9(12):1127-1135 (2016)
  3. Jeszka-Skowron M et al, Analytical methods applied for the characterization and the determination of bioactive compounds in coffee, European Food Research and Technology 240(1):19-31 (2015)
  4. Svilaas A. Intakes of antioxidants in coffee, wine, and vegetables are correlated with plasma carotenoids in humans. J Nutr. 134(3):562-7 (2004)
  5. Kamiyama M. et al. Role of degradation products of chlorogenic acid in the antioxidant activity of roasted coffee. J Agric Food Chem. 63(7):1996-2005 (2015)
  6. Shim S. G. et al. Caffeine attenuates liver fibrosis via defective adhesion of hepatic stellate cells in cirrhotic model. Hepatology. 28(12): 1877-1884 (2013)
  7. Cavin C. Cafestol and kahweol, two coffee specific diterpenes with anticarcinogenic activity. Food Chem Toxicol. 40(8):1155-63 (2002)
  8. Poole R. Coffee consumption and health: umbrella review of meta-analyses of multiple health outcomes. BMJ. 359:j5024 (2017)
  9. https://www.iarc.fr/wp-content/uploads/2018/07/pr244_E.pdf
  10. World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research. Continuous Update Project Expert Report 2018. Non-alcoholic drinks and the risk of cancer.
  11. Wikoff D. et al. Systematic review of the potential adverse effects of caffeine consumption in healthy adults, pregnant women, adolescents, and children. Food Chem Toxicol. 109(Pt 1):585-648 (2017)
  12. EFSA Journal. Scientific Opinion on the safety of caffeine. 13(5):4102 (2015)
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