Latte e latticini durante l’influenza, meglio evitarli?

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No, non esistono evidenze scientifiche che supportano la scelta di eliminare latte e latticini dalla dieta del paziente durante un’influenza o un raffreddore.

Il pensiero che tali alimenti favoriscano la formazione del muco è, perciò, un mito da sfatare.

La falsa credenza affonda le proprie radici nell’antichità.

Un accenno appare in un trattato sull’asma scritto da un medico ebraico, Mosè Maimonide, nel XII secolo. Nello scritto vengono indicati diversi alimenti da evitare poiché provocherebbero l’aumento della produzione di muco, tra cui i formaggi soprattutto se molto stagionati. Quanto al latte, l’autore si limita ad indicarlo come causa di “stuffing in the head”, tradotto letteralmente in “intasamento alla testa” (1).

Il mito si è via via rafforzato attraverso l’influenza della medicina tradizionale cinese, che attribuisce al consumo di latte un effetto umidificante con conseguente formazione di muco più denso (2).

Questa credenza sembra essere ancora oggi molto diffusa nella popolazione.

Tra i partecipanti ad una indagine australiana, che ha indagato l’opinione sulle proprietà salutistiche del latte, il 46% dei consumatori di latte intero, il 25% dei bevitori di latte scremato e l’11% di coloro che preferivano la bevanda vegetale a base di soia hanno convenuto che il latte provocasse la formazione di muco (3).

Da una successiva intervista statunitense su 330 genitori in attesa in un ambulatorio di pneumologia pediatrica è emerso come il 58% dei partecipanti riteneva che bere latte aumentasse la produzione di muco, mentre il 20% era incerto (4).

A fronte di tale convinzione, alcuni scienziati hanno provato a fare luce sulla questione.

Due ricercatori neozelandesi hanno formulato un’ipotesi, secondo la quale una molecola che si forma nell’intestino in seguito alla degradazione della caseina del latte aumenterebbe l’espressione del gene MUC5AC, responsabile della secrezione di muco. Tuttavia, questo processo avviene nel colon e potrebbe tradursi in un aumento del muco nel tratto respiratorio solo nel caso in cui la permeabilità intestinale aumentasse, condizione che però non si manifesta durante un comune raffreddore (5).

Una revisione della letteratura del 2019 ha tolto ogni dubbio, almeno secondo le conoscenze attuali. Lo studio conclude che, sebbene esistano alcune evidenze che affermano che la consistenza del latte può far percepire la saliva più difficile da deglutire durante il raffreddore, non vi sono prove che confermano o smentiscono che l’alimento sia causa di un’eccessiva secrezione di muco (6).

Pertanto, latte e derivati rimangono un’ottima fonte di proteine, alcune vitamine e minerali, tra cui il calcio, che possono essere tranquillamente consumati da chi è influenzato.

Riferimenti bibliografici:

  1. Rosner F. Moses Maimonides’ treatise on asthma. Thorax. 36(4), 245-51 (1981)
  2. Wüthrich B. et al. Milk consumption does not lead to mucus production or occurrence of asthma. J Am Coll Nutr. 24:547S–55 (2005)
  3. Bus A. E., Worsley A. Consumers’ health perceptions of three types of milk: a survey in Australia. 40(2): 93–100 (2003)
  4. Lee C., Dozor J. Do you believe milk makes mucus? Arch Pediatr Adolesc Med. 158(6):601-3 (2004)
  5. Bartley J., McGlashan S.R. Does milk increase mucus production? Med Hypotheses 74(4):732–4 (2010)
  6. Balfour-Lynn I. M. Milk, mucus and myths. Arch Dis Child. 104:91–93 (2019)
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