Lacticaseibacillus paracasei Shirota e sopravvivenza nel tratto gastrointestinale: il primo studio sulla popolazione degli Stati Uniti

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Un nuovo studio conferma la capacità del ceppo probiotico Lacticaseibacillus paracasei Shirota (LcS) di superare la barriera gastrica giungendo vivo all’intestino.

La capacità di un ceppo probiotico di superare la barriera gastrica dipende da moltissimi fattori: la resistenza dei probiotici ai succhi gastrici e ai sali biliari, le dimensioni dell’intestino e la velocità di svuotamento gastrico che può variare secondo il genere, l’etnia, la dieta e l’ambiente circostante.

Per questo motivo, sebbene il survival rate del ceppo probiotico Lacticaseibacillus paracasei Shirota sia stato misurato in numerosi studi clinici europei, cinesi, giapponesi, vietnamiti indonesiani ed Australiani (QUI la nostra rassegna scientifica), è stato realizzato uno studio open label e single arm con lo scopo di indagare la capacità di LcS di raggiungere vivo l’intestino nella popolazione statunitense adulta e in buona salute.

La ricerca, pubblicata questo agosto sulla rivista scientifica International Journal of Food Science and Nutrition, ha coinvolto 25 adulti in salute e con motilità intestinale regolare ed è stata strutturata in tre fasi da quattordici giorni ciascuna.

Fase 1: I primi quattordici giorni è stato chiesto ai partecipanti di seguire la loro dieta alimentare abituale. Il giorno 14 è stato raccolto un campione di feci per configurare la baseline della ricerca.

Fase 2: Dal giorno 14 al giorno 28 i partecipanti dello studio hanno consumato giornalmente, 30 minuti dopo la colazione, 80 ml di una bevanda a base di latte scremato, fermentato con 8 miliardi del ceppo probiotico Lacticaseibacillus paracasei Shirota.  I campioni fecali in questa fase sono stati raccolti nei giorni 21 e 28 per analizzare la presenza di LcS nelle feci.

Fase 3: Dal giorno 28 al giorno 42 i partecipanti hanno ripreso la loro dieta abituale ed è stato prelevato un campione fecale per analizzare l’eventuale permanenza di LcS nell’intestino delle persone in esame.

Durante lo svolgimento delle tre fasi della ricerca è stata vietata ai partecipanti dello studio l’assunzione di cibi fermentati o probiotici ed è stato chiesto di mantenere invariato il consumo di eventuali farmaci e/o alimentatori. Al fine di misurare la compliance, le persone coinvolte hanno restituito le bottiglie contenenti il latte fermentato dopo il consumo e completato un diario alimentare.

Nelle feci raccolte durante il giorno 14 il ceppo probiotico LcS è stato individuato solo su 2 dei 25 campioni raccolti.  Una settimana dopo, nelle analisi sui campioni del giorno 21, è stata riscontrata una concentrazione media del probiotico LcS pari a circa 6.4 log10 CFU/g di feci che è rimasta più o meno invariata nei campioni del giorno 28. Questo dato risulta essere un’ulteriore conferma della capacità del ceppo probiotico LcS di raggiungere vivo l’intestino.

I campioni fecali raccolti il giorno 42, 2 settimane dopo l’interruzione dell’assunzione del latte fermentato, mostrano però un ritorno alla baseline del giorno 14, con l’individuazione del probiotico solo su 2 campioni in una concentrazione pari a 3.47 and 4.00 log10 CFU/g di feci. Questo dato potrebbe indicare un tempo di permanenza limitato nell’intestino dopo l’interruzione dell’assunzione.

I risultati di questo studio sono ancora più interessanti se comparati con gli studi sul survival di LcS che già abbiamo a disposizione; i risultati di questo studio tendono infatti ad essere più simili a ricerche analoghe condotte in Europa ed in Australia rispetto che a quelle condotte in Asia.

BIBLIOGRAFIA:

Cook CM, Makino H, Kato K, Blonquist T, Derrig L, Shibata H. The probiotic Lacticaseibacillus paracasei strain Shirota (LcS) in a fermented milk beverage survives the gastrointestinal tract of generally healthy U.S. Adults. Int J Food Sci Nutr. 2023 Sep;74(5):645-653. doi: 10.1080/09637486.2023.2246693. Epub 2023 Aug 16. PMID: 37584253.

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Nel 1930, all'Università di Kyoto in Giappone il Dott. Minoru Shirota – microbiologo e ricercatore della facoltà di Medicina e fondatore di YAKULT – selezionò e coltivò un particolare fermento lattico, tanto forte da resistere ai succhi gastrici e giungere vivo nell'intestino, favorendo così l'equilibrio della flora intestinale.
Questo fermento fu chiamato L. casei Shirota (LcS), in suo onore.

YAKULT è presente oggi in 40 Paesi al mondo e viene consumato da oltre 40 milioni di persone

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